Renato Ballarin Pittore

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Ballarin Renato, 2010

La critica 1/2

Renato Ballarin Pittore

L'espressionismo lirico-evocativo di Renato Ballarin
Renato Ballarin è nato a Perarolo di Cadore in provincia di Belluno da padre veneziano e da madre friulana, ma è quasi sempre vissuto a Volpago del Montello.
Un paese del trevigiano che si sviluppa su un territorio in parte pianeggiante e in parte collinare. Non è difficile intuire il tipo di immagini fluttuanti che sollecitavano la fantasia creativa del futuro artista, quando, ancora bambino, frequentava le scuote elementari di Volpago: immagini di strade bianche, di gruppi di case addossate ai piedi del Montello, di amici incontrati per caso o attentamente osservati mentre giocavano a carte all'interno o all'esterno di qualche osteria del paese.

Non e un caso, quindi, se nel periodo iniziale la pittura di Renato Ballarin appare imbevuta di un sentimento agreste umile e, nel contempo, intrisa di fermenti innovativi: cioè di aspirazioni segrete, tese a mediare la visione naturalistica attraverso modelli canonici creati da alcuni protagonisti dell'arte moderna e contemporanea.
In particolare, la sensibilità visiva del giovane pittore, nei paesaggi ispirati al paese di residenza, appare condizionata da moduli stilistici cezanniani, magari filtrati attraverso la lezione di Gino Rossi, che proprio al Montello ha dedicato alcune opere memorabili.

Da una fase formativa iniziale (gli anni Sessanta) la spinta creativa di Renato Ballarin si è successivamente orientata verso un mondo più problematico ed inquieto, più vicino, soprattutto, al suo lavoro nel campo fotografico. A partire dalla famosa scoperta, avvenuta nel 1850, di "impressionare" una lastra con le immagini della realtà, per poi riprodursi su carta, la fotografia ha influito in maniera profonda e determinante sugli sviluppi della pittura e persino della letteratura.
Scrittori realista come Zola o i nostri Capuana e Verga si esercitavano nel campo della fotografia per trarre ispirazioni letterarie, per non parlare della folta schiera degli artisti dell'Ottocento e del Novecento, i quali, sull'esempio dell’"Inconscio ottico" delle “Prese dirette" ed immediate della realtà, riuscirono a dar vita ad un mondo parallelo tendente a gareggiare con il nuovo mezzo ma anche a superarlo in arditezza di tagli ed in inquadrature originali ed insolite.

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